Le Dimensioni Nascoste

Quasi tutta la sua carriera si è svolta nell’ambiente bancario, con una parentesi di alcuni anni nel settore informatico. Alla pratica della fotografia alterna la vela, l’altra sua grande passione.

 

Nel suo Comune, introdotta dal critico d’arte Dalmazio Ambrosioni, ha presentato una serie di foto di grande formato di grande impatto. «L’obiettivo per me più importante, rileva l’autore, è fissare lo spazio,  la luce e il tempo in modo simbolico, equilibrato e visivamente espressivo, unendo intensità e semplicità. “Spazio, luce e tempo” (questo anche il titolo delle mostre) sono le tre dimensioni primarie. Per catturare il senso di un attimo non serve altro: un gioco di luce, uno spazio circoscritto, il tempo che congela quell’istante e lo conserva – potenzialmente – per l’eternità». Tutto questo con un solo colpo d’occhio un solo fotogramma, la verità dell’istante.

Da qui nascono le sue ultime fotografie, definite «vertiginose» da Ambrosioni, «fantastiche nella splendida spettacolarità dei colori che si disperdono nello spazio, dei cristalli in frantumi, di forme fantasmagoriche dovuto ad uno sparo di una carabina di alta precisione (TIKKA TA3x TAC A1 con visore Rodenstock ad definizione) da una distanza variante da 100m  a 300m,)

come pure dei palloni riempiti di liquidi e trafitti  da una freccia scoccata da una balestra a una distanza di ca. 80m (Balestra BARNETT VICIOUS con visore Rodenstock), hanno la capacità di creare l’attimo, di perpetuarlo nella sua fuggente bellezza, di suscitare il nostro desiderio di interpretarle, mettendoci qualcosa di noi stessi».

Tutte le foto sono state scattate con una Sony RMIII e obiettivo SONY 2.8 70-200mm APO G-MASTER e SONY 24-70 G-MASTER nonché Zeiss BATIS 1.8 85mm G-MASTER e Fujifilm GFX 100 con obiettivi Fujinon GF 120mm f/4 R LM OIS WR Macro e Fujinon GF 250mm f/4 R LM OIS WR.

Tutte immagini costruite su un set (esterno, piazza d’armi) e realizzate con una tecnica unica, scelta con lo scopo di elaborare l’esperienza personale dell’autore, «esprimendo attraverso il mio lavoro creativo due fasi che mi appartengono strettamente, la morte e la rinascita, che mi hanno insegnato a riconoscermi e a ritrovare un’altra strada dentro di me». La realizzazione di questo progetto è stato possibile grazie al supporto di mia moglie nonché del mio amico P. Oberlin, tecnico e affermato fotografo, come pure del tiratore M. Bordazzi.

 

Una strada contrassegnata nel passato dal manifestarsi di una grave malattia, superata miracolosamente, e con un bagaglio di esperienze e di lotta che oggi lo hanno portato a operare come volontario per l’associazione Triangolo, a cui ha devoluto i proventi della vendita delle foto di queste due prime esposizioni.

 

Immagini che sono il frutto di un unico scatto e che fungono da insegnamento per tutti: ogni clic è irripetibile e irriproducibile, e la vita è la somma di attimi ed esperienze che possono presentare, in ogni singolo momento, gioie o dolori o fatti che cambiano per sempre il nostro destino. Instanti che aprono nuove dimensioni e liberano risorse segrete e sconosciute, cambiando colore all’esistenza che – dal bianco e nero – può sempre tornare a colori.

Paolo Caverzasio

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